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Web #Marketing: solo #Google e tuo cugino conoscono i valori “medi”. 

Web #Marketing: solo #Google e tuo cugino conoscono i valori “medi”. 

Qual è il ctr medio? Il tasso di conversione medio? Il numero di visitatori medio? Il costo per click medio? Il costo per lead medio? E il costo medio di un etto di prosciutto?

Fatta eccezione per la questione prosciutto, queste (ed altre simili) sono tra le domande più ricorrenti nell’ambito del web marketing. La gente ha bisogno di “punti di riferimento” e su questo non discuto. Conoscere il “valore medio” offre una certa sicurezza e, allo stesso tempo, influenza le credenze (positivamente o negativamente) di chi si appresta ad esempio ad attivare una campagna pay per click su Google e/o Facebook.

Insomma è CORRETTO porsi queste domande.

Il vero problema dei valori medi è che sono difficilissimi da individuare e in pochissimi (ad es. Google) sono in grado di fornire dei valori medi che potremmo considerare attendibili per una miriade di differenti settori e in decine di paesi differenti. Questo perché Google dispone di una enorme mole di dati su visite e conversioni, noi no.

Tutti gli altri (io compreso) NON sono nelle condizioni di poter comunicare valori medi per settori per i quali NON operano direttamente.

Per questo semplice motivo quando porrai una domanda simile a quelle qui in alto, SENZA DETTAGLIARE CON PRECISIONE TIPOLOGIA E CARATTERISTICHE DEL SETTORE IN CUI OPERI, potrai ottenere due tipi di risposte:

1. Qualcuno ti fornirà dei valori medi senza sapere neanche cosa fai.

Classica domanda (errata): “qual è il cpc medio su Facebook?”
Risposta errata: “euro 0,35”

Ecco, ti sei probabilmente imbattuto in qualcuno che vende mozzarelle e crede che i propri dati possano avere valore per te che vendi sedie per ufficio. Ovviamente non si tratta di un professionista, ma di quel burlone di tuo cugino che prima di scrivere una cazzata dovrebbe azionare il cervello. E questo è uno di quei (rari) casi in cui la NON risposta ha un certo valore, anche perché una risposta senza cognizione di causa potrebbe danneggiarti e illuderti.

2. Qualcuno ti chiederà innanzitutto di spiegare con precisione in quale ambito operi e con quali modalità utilizzi le inserzioni. Poi, se opera nel TUO STESSO AMBITO, potrà fornirti una risposta con maggior cognizione di causa, ALTRIMENTI NO! Se non opera nel tuo settore, potrebbe invitarti a confrontare i tuoi “numeri” con un collega, cioè qualcuno che ha già esperienze nel tuo settore.

Impara a fare domande

Dato che è giusto porsi domande riguardo ai valori medi, inizia imparando a porgere domande corrette. Ad una domanda precisa, corretta, dettagliata potrà seguire una risposta di qualità:

DOMANDE ERRATA: “qual è il cpc medio su Facebook?”

DOMANDA CORRETTA: “Opero nel settore dell’abbigliamento, gestisco un negozio online di scarpe da donna, desidero effettuare una campagna Facebook ADS che punti direttamente alle schede prodotto sul sito. Mi chiedevo se qualcuno di voi ha esperienza di campagne in questo ambito specifico e ha idea di quale potrebbe essere il CTR medio degli annunci pubblicati nel newsfeed, selezionando come target le donne dai 20 ai 40 anni bla bla bla…”

La seconda non è di certo la domande “perfetta”, ma la prima è decisamente una domanda INUTILE. La seconda domanda potrebbe ottenere una risposta sensata oppure non ottenerla affatto. Sempre meglio che ottenere una risposta insensata.

La seconda domanda circoscrive, seppur superficialmente, l’ambito d’azione. Troviamo infatti il “settore” (scarpe…), sappiamo si tratta di vendita online, conosciamo il prodotto e il target (anche se superficialmente). Sappiamo inoltre che tipo di campagna si intende implementare, la “destinazione” (scheda prodotto) e la posizione degli annunci.

Capisci al volo che c’è una bella differenza. Una domanda del genere fornisce a chi legge/ascolta indicazioni utili a capire se ha esperienze simili oppure se conosce qualcuno con cui poterti confrontare. Una domanda generica attira la risposta di… tuo cugino!

I valori medi

Poniamo il caso tu ti stia informando sul prezzo medio di un oggetto che desideri acquistare. Cerchi online e trovi 4 differenti prezzi in base ai quali calcolerai il prezzo medio.

Ipotesi A:

Euro 5, 6, 7, 8

Prezzo Medio = 6,5

Ipotesi B:

Euro 1, 2, 11, 12

Prezzo Medio = 6,5

Come puoi notare il prezzo medio è identico.

Nell’ipotesi B sorge però un problema: i prezzi sono tra loro molto “distanti” e quindi, nonostante disponi di un prezzo medio, ti chiederai come mai uno dei prodotti è 10 volte più costoso di un altro. Probabilmente il contesto di analisi dei prezzi è errato, o meglio stai confrontando prodotti NON del tutto simili. Ciò rende il prezzo medio poco utile alla scelta e non rappresentativo per un determinato insieme di prodotti.

Invece nell’ipotesi A, nonostante le differenze di prezzi, sembra che il prezzo medio possa esser considerato utile allo scopo.

Ottieni valori medi davvero utili solo quando circoscrivi il più possibile l’insieme di dati sui quali calcolare le medie. I dati devono far riferimento a casi il più possibile SIMILI.

Al contrario le medie calcolate su dati generici, che riguardano differenti settori, campagne, ecc, non servono a nulla.

Vediamo ora di seguito alcuni (sono tantissimi) dei “valori medi” più ricercati e perché, in assenza di informazioni specifiche su ciò che fai, potresti ottenere risposte errate.

  • CTR Medio. Il Click-through rate è il tasso che misura l’efficienza (RELATIVA) degli annunci di una campagna pay per click ed è il rapporto tra numero di click ottenuti e numero di impression prodotte dall’annuncio. Un annuncio visualizzato 200 volte che ottiene 3 click, presenta un CTR dell’1,5%. Anche considerando il medesimo settore, è possibile registrare CTR molto diversi in funzione dell’efficacia di immagini, testi, call to action degli annunci.
  • CPC Medio. Il costo per click medio, sia per Facebook ADS che per Google Adwords, è influenzato anche dal CTR e quindi, come abbiamo visto, dall’efficacia degli annunci.
  • CPL Medio. Il costo per lead (potenziale cliente che lascia i propri dati) medio è influenzato sia da Costo dei click (che è influenzato dal CTR) sia dal CR (conversion rate) del sito sul quale viene indirizzato l’utente che clicca sugli annunci.
  • CR Medio. Il tasso di conversione è influenzato sia dalla capacità del sito di convertire il visitatore in lead o cliente, sia dal percorso che il visitatore ha compiuto prima di accedere al sito stesso, e quindi quali annunci ha visualizzato, dove li ha visualizzati e in che momento.

Insomma spero ti renda conto di quanti fattori influenzino i dati medi, specie quando ci avviciniamo ai costi e tassi di conversione/acquisto.

Ciò (spero) spieghi il motivo per cui è necessario circoscrivere precisamente gli ambiti per i quali si intende individuare dei valori medi come quelli visti prima.

Tratto da friendstrategy.it

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