Social Media Marketing
Come fare Comment Marketing

Come fare Comment Marketing

Come fare comment marketing

Avevo già introdotto l’argomento qualche post fa ma visto che considero il Comment Marketing come una delle migliori strategie da mettere in campo per aumentare il valore del nostro brand ho deciso di ritornarvici e dedicarvici lo spazio che merita.

Per chi non lo conoscesse cominciamo a rispondere alla prima domanda:“che cosa è?”

icona virgolette APERTURA PNGSemplice, per Comment Marketing intendiamo tutte quelle tecniche rivolte a utilizzare i propri commenti a post altrui per migliorare la propria visibilità, la propria reputazione e quindi il valore del proprio personal brand.

Seconda domanda “che c’entra il comment marketing” con #linkedIncaffè? Parto col dirti che chiaramente il social media marketing non è fatto di compartimenti stagni. Spesso tracciare dei confini netti diviene impossibile se non sciocco, aggiungerei. L’unico confine da tracciare è quello delimitato dall’obiettivo che ci si pone ad inizio del viaggio. Ecco, tutto il resto, strumenti inclusi deve essere permeabile.

Ed è per questo che guarderemo al comment marketing in salsa personal branding che ha, come sappiamo LinkedIn quale fiero paladino. Quindi non stupitevi se usciremo un pochino fuori dal seminato. Credo che l’occasione il tema lo richiedano.

icona mark per post Linkedin PNGPerchè funziona

E’ il modo più veloce per mostrare le proprie competenze all’interno di gruppi o all’interno di cerchie di followers di professionisti ritenuti influenti, i cosi detti influencers. Commentando post di persone che hanno negli anni raccolto attorno a se un gran numero di utenti è possibile non solo attirare la loro attenzione ma anche quella delle decine, centinaia di persone che abitualmente atterrano sul suo blog. Commentando, argomentando, portando valore alla discussione è più semplice rendersi visibili che non pubblicando intere Treccani sul proprio blog.

icona mark per post Linkedin PNGGli effetti del buon Comment Marketing.

Se si pratica con i dovuti accorgimenti ha in se tre effetti importanti

  1. sarai in grado di creare una riconoscibilità (awareness), la gente, commento dopo commento, sarà in grado di riconoscerti. La riconoscibilità però , per essere tale e reale ha bisogno di un riscontro anche visivo. Quindi associare il proprio volto al commento è indispensabile. (gravatar)
  2. ti permette di costruire fiducia, riconoscendovi, prendendo familiarità con il vostro pensiero, le vostre competenze e anche col vostro viso, le persone cominceranno piano piano ad aver fiducia. E tutti sappiamo come la fiducia stia alla base di ogni solida opportunità di business o networking.
  3. ti aiuta nella costruzione alla predisposizione al consenso.Ogni qual volta le persone vedranno il tuo, se ti sarai costruito una reputazione solida fatta di commenti costruttivi e carichi di valore aggiunto, avranno inconsciamente un approccio positivo nei tuoi confronti. Si ricorderanno di te e questo li porterà ad approcciarsi positivamente verso ciò che scrivi

icona mark per post Linkedin PNGStrategia – Come iniziare

  1. Definisci gli obiettivi. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Se non fissi la meta è inutile che ti metti in viaggio. Cosa vuoi ottenere dal comment marketing? Quali sono gli steps che ti sei prefissato di raggiungere? Hai considerato che come sempre accade nel web la pazienza e la costanza dovranno essere tuoi fedeli compagni di viaggio? Si. Andiamo
  2. Definisci la tua area di competenza. I tuttologi vanno bene solo nel caso di mestiere u voglia fare il risolutore di parole crociate. Fissa un obiettivo, un campo d’azione. Delimita un terreno di competenze nel quali costruire la tua reputazione e col tempo saper muoverti come fosse il salotto di casa tua.
  3. Vai a caccia. All’interno di quest’area di competenza individua i Gruppi di discussione ma anche gli influencers, i blog o profili da seguire. (link GRUPPI). Se vuoi , giustamente estendere il concetto di comment marketing fuori da LnkedIn e dai suoi gruppi qui al termine dell’articolo troverai il link al post di Riccardo Esposito. Troverai tools e strumenti adatti per andare “a caccia” di influecers.

icona mark per post Linkedin PNGOttimizza tua immagine

Avere un immagine ottimizzata ed univoca nel web è fondamentale. Io in questo sono un integralista. Utilizzo la stessa fotografia per tutti i profili social e per il mio Gravatar (come ottimizzare il profilo LINK). Che cosa è il Gravatar (Link)? E’ un tool wordpress gratuito che se configurato ti permette di associare in automatico il tuo volto ai tuoi commenti fatti nel blog degli altri. Non occorre necessariamente avere un proprio blog. Chiaramente se utilizzi il comment marketing esclusivamente all’interno di LinkedIn tutto questo non ti serve. Fa tutto lui ;)

icona mark per post Linkedin PNGL’atteggiamento – come agire: le 3 fasi

  1. Fase #1: L’ascolto. Sei in casa d’altri. Per non ripetermi o annoiarti ti rimando, se vuoi, ai due post di #LinkedInCaffè dove tratto l’argomento: i Gruppi, il DressCode
  2. Fase #2: In punta di piedi. Con cautela. Le entrate a gamba tesa già danno fastidio se fatte da amici figuriamoci se fatte dal primo sconosciuto che arriva. Attenzione! Ho detto in punta di piedi non ho detto di limitarsi a stucchevoli commenti conditi da salamalecchi manco fossimo al cospetto del sultano di turno.
  3. Fase #3: Osa! Spesso la prima cosa di cui ci si preoccupa è quella di evitare di dissentire dall’autore del post, intimoriti dalla sua “aurea magica” da influecers. Dissentire, muovere critiche costruttive e farlo con la dovuta cortesia sappiate che è apprezzato. Fidatevi: se chi ha scritto quel post è diventato nel tempo una persona influente sappiate che è in grado di riconoscervi il valore apportato alla discussione , di interpretare correttamente le vostre intenzioni e soprattutto ne otterrete l’attenzione. Sappiate anche questo: se invece dovesse offendersi nonostante tutte le accortezze del caso siano state messe in campo, bè, mi sa che il primo errore è stato il tuo: non era una persona da seguire. Quindi, osa, ma argomenta, cita le fonti e soprattutto un consiglio: se chiedi un atteggiamento di apertura si tu il primo ad averlo. Un po’ come quando si va in auto. Non so a te ma avendo una guida un pochino “borderline” (mia moglie la definirebbe in altro modo ma meglio lasciar stare qui) mi capita spesso , anche involontariamente di fare qualche “cazzata”e ogni tanto ricevere qualche insulto. Ecco. Ho scoperto una cosa: se sorrido, chiedo scusa, anche in maniera plateale, l’altro non può fare a meno di accodarsi al mio atteggiamento. Quindi, mostrati tu stesso pronto a mettere per primo in discussione la tua tesi. Il tuo interlocutore vedrai non potrà che fare altrettanto.

icona mark per post Linkedin PNGValore.

Bè, c’è bisogno di spendere tempo prezioso per sottolineare che se non si porta nulla alla discussione che si commenta a fare! Mi sembra ovvio. Quindi: argomenta, se è il caso critica ma in modo costruttivo. Tutto quello che scrivi deve avere un’unica finalità: portare valore alla discussione.

icona mark per post Linkedin PNGConsigli sparsi

  1. Come trattare i Link. Se nel tuo commento ti trovi, per sostenere meglio la tua tesi, ad avere la necessità di inserire un link eccovi caso per caso alcuni consigli: Vedi suggerimenti di Rand Fishkin 

    1. a Tools gratuiti: nessun problema. Sono una risorsa di terzi ed essendo gratuita non correrai nemmeno il rischio di farla sembrare una marketta
    2. a Tools a pagamento: lascia stare. “Il gioco non vale l candela”. Troppo alto il rischi di venir fraintesi.
    3. a post vostri e di altri blogger. Qui alcuni differenzierebbero non includendo la seconda ipotesi come tentativo di fare spamming. E’ vero ma io no, li tratterei allo stesso modo. E vi spiego il perché. Dobbiamo ricordarci che commentando un post lo facciamo sostanzialmente in casa d’altri. Aggiungere un link in uscita in un blog altrui anche se fatto con i migliori intendimenti è qualcosa che non tutti potrebbero gradire. Come fare allora? Qui ci viene in soccorso Rand Fishkin che ci suggerisce questo: inserisci l’URL al post in questione tagliando poi la parte “http://” in modo tale che rimanga solo, per esempio, webcentrica/esempioblogpost. In questo modo ottieni due risultati: hai inserito la risorsa che ti serve per portare peso alla tua tesi, secondo ti sei posto, in maniera assolutamente educata, nelle condizioni di poter veder trasformato quel contributo in un link in entrata, qualora il tuo interlocutore decidesse di trasformarlo in un link verificatone l’effettivo valore.

icona mark per post Linkedin PNGPersevera

Non mollare alla prima difficoltà. Il web è fatto per persone pazienti, tenaci oltre che capaci. Quindi, per rifarmi alla metafora del viaggio, sappi che è lungo, molto lungo.

icona mark per post Linkedin PNGCosa non fare

E dopo averti detto cosa è opportuno fare voui che mi faccia scappare l’occasione per dirti invece cosa NON devi fare? Alcuni li ho accennati ma rivediamoli qui tutti raccolti insieme. Una sorta di play list al negativo

  1. Non devi assolutamente cercare di guadagnare link in entrata al tuo blog; non direttamente comunque. Questa era una pratica utilizzata all’inizi del blogging. Pratica che in gergo tecnico potremmo definire Black Hat. Certo, alla fine, col tempo, uno degli obiettivi che si spera di ottenere è qualche link, magari facendo in modo che un blogger parli di voi e che linki verso i vostri contenuti. Ma sono cose che si guadagnano solo col tempo.
  2. Non dovete inserire commenti senza portare alcun valore aggiunto. No ai salamelecchi! “Grande Post. Bel lavoro. Grazie per averlo scritto”. Okay, bene, grazie. Forse un commento su 10 può essere vero, può essere che ci si senta di commentare, che era un post davvero grandioso e di volerlo comunicare all’autore. Bene. Ma se lo fate su dozzine o centinaia di blog, cosa state facendo realmente? Perché vi trovate lì? Se non state partecipando e non portate alcun valore aggiunto, allora vi accadrà l’opposto di ciò che desiderate ottenere. State creando riconoscibilità, e vi assicuro che la troverete: “The fuffa king”. Vi piace? Non credo.
  3. Non siate autoreferenziali. Non promuovete vostri servi o prodotti. Il web non è il volantino del discount sotto casa pregno di offerte da non perdere.

Tratto da Webcentrica.it

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