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Marketing, alle aziende servono le teste dei “nativi digitali”

Marketing, alle aziende servono le teste dei “nativi digitali”

Per capire i nuovi consumatori  bisogna inserire nei team risorse nuove, in grado di comprendere, per esempio, fenomeni come quello di Bethany Mota, 17 anni, che  su You Tube ha più fan di Lady Gaga

Non c’è più il marketing di una volta. E ai dirigenti che operano nel settore oggi non è richiesto di stimolare bisogni decisi a tavolino per vendere un prodotto, ma di ascoltare le esigenze dei nuovi consumatori, sempre più digitali. È la metamorfosi avvenuta in questi anni, la grande rivoluzione portata dal web e dai social media, che ha rimescolato le carte. Così non sorprende che sia in atto la sostituzione dei vecchi dirigenti con manager più giovani. “Una tendenza destinata a proseguire il prossimo anno”, spiega Luisa Bagnoli, presidente di The Power of New Culture (Pnc), network di imprenditori e top manager che si riuniscono per confrontarsi su mercati, organizzazione dell’impresa e prospettive future.

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Luisa Bagnoli non ha dubbi, la strategia dei grandi gruppi è “di abbassare l’età media di ingresso nei ruoli dirigenziali dell’area marketing e comunicazione”. Nel largo consumo, si stanno già affiancando i giovani alla vecchia guardia, attraverso training o l’assunzione di manager con un profilo diverso rispetto al passato. Nell’industria si assiste a un atteggiamento più ‘spietato’, con licenziamenti sempre più frequenti per cambiare i responsabili di marketing con professionalità più in linea con i tempi. I profili e le competenze che andavano bene prima, ora non sono più attuali.

E proprio di questa trasformazione si è parlato a Milano il 12 novembre, durante il sesto incontro del network Pnc. Un appuntamento a cui ha partecipato anche Michele Scannavini, l’ex numero uno del colosso cosmetico statunitense Coty Inc. Il manager ha ribadito che a capo del settore digitale della aziende è bene mettere figure di 30-35 anni, senza intromettersi nel loro lavoro. Cinquantacinque anni, una carriera brillante alle spalle, il dirigente è stato prima alla guida di Fila come amministratore delegato, poi in Ferrari e Lamborghini come direttore marketing e vendite. “Adesso  –  afferma Scannavini (ora in cerca di nuove opportunità)  –  l’esperienza ci insegna che occorre avere l’umiltà di saper ascoltare anche chi, essendo più giovane, riesce a sintonizzarsi meglio sulle tendenza per i prossimi tempi”. 

Non si potrebbe fare altrimenti davanti a fenomeni come Bethany Mota, la ragazzina statunitense acqua e sapone, che con i suoi video accativanti che spaziano dai consigli per una colazione sana fino a quelli sul come pettinarsi, è riuscita da sola a raggiungere gli oltre 4 milioni di fan su Youtube. Più o meno quanti quelli di Lady Gaga. La diciasettenne è riuscita a far ciò che certi mega guru non sono stati in grado di fare, conquistando un grande pubblico. Per questo secondo Scannavini le aziende dovrebbero mettere in condizione le nuove generazioni di poter dare il meglio. 

“Per la prima volta nella storia  –  conclude il manager  –  due generazioni, quella dei baby-boomer, nati negli anni del boom economico, e quella dei nativi digitali si trovano a dover condividere un territorio che non potrebbero concepire in maniera più diversa. Hanno idee opposte di come fare marketing e nelle aziende è in atto da tempo uno scontro invisibile che ha però già stabilito vincitori e vinti”.
Tratto da Repubblica.it

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